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<title>Radio Potenza Centrale</title><link>http://www.telecento.it/dblog/</link>
<description>Radio Potenza Centrale</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Radio Potenza Centrale, la radio che si vede]]></title>
	<description><![CDATA[<p><font color="#000066" size="4" face="Verdana">Radio Potenza Centrale, la radio che si vede</font></p>
<p><font color="#000066" size="2" face="Verdana"><img alt="" align="left" src="http://www.telecento.it/public/Bonaventura%20e%20microfono.jpg" width="80" height="90" />Per sintonizzarti, mettiti comodo/a... Bonaventura Postiglione ed il cameraman Saverio Lorusso ti faranno vivere un gionalismo povero ma reale. Fatto di assoluta verit&agrave;. Registriamo le istanze e le ansie della gente. I pareri... in piena libert&agrave;. Abbiamo fatto della parola 'libert&agrave;' il nostro credo, il nostro motto; ecco perch&egrave; facciamo parlare il Popolo, le persone che incontriamo per caso sul nostro cammino ovvero chi non utlizza il mezzo per reconditi scopi. Clicca su continua, se vuoi, lascia un commento e...  buona visione!</font></p>
<p><font color="#000066" size="2" face="Verdana"></font></p>
<p align="center"> </p>
<iframe title="YouTube video player" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/6HTpaGhOAVY" frameborder="0" width="480" allowfullscreen=""></iframe>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=423]]></link>
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	<dc:date>2011-03-25T16:54:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[COLDIRETTI: UNA CATASTROFE ANNUNCIATA]]></title>
	<description><![CDATA[<font size="2">
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 14pt"><font size="3">I dirigenti dell’Organizzazione agricola lucana hanno incontrato gli imprenditori agricoli del Metapontino duramente colpiti dal maltempo.</font></span></i></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; LINE-HEIGHT: 15pt; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 12pt"><img alt="" align="left" src="http://www.telecento.it/public/Coldiretti.jpg" /><font color="#000033" size="2" face="Arial">Si sono riuniti ieri sera a Metaponto imprenditori agricoli e dirigenti Coldiretti Basilicata per fare un primo bilancio sugli ingenti danni causati dalle esondazioni dei fiumi e mettere a punto le strategie da adottare per far ripartire il settore primario lucano. Dall'incontro, molto partecipato, &egrave; emerso che la catastrofe poteva essere evitata. Da anni Coldiretti Basilicata sollecita gli organismi governativi a prendere seri provvedimenti per la messa in sicurezza dell'intero territorio regionale. Campanelli d'allarme si erano avuti con le esondazioni degli scorsi mesi<span style="mso-spacerun: yes">  </span>puntualmente denunciate da Coldiretti. L’esondazione attuale del Bradano  &egrave; una fotocopia accentuata di quella del 12 dicembre del 2008; il ponte della ferrovia e lo svincolo in concomitanza della SS 106 hanno deviato il naturale corso del<span style="mso-spacerun: yes">  </span>fiume che oggi ha rotto gli argini ed ha provocato disastri a danno delle aziende agricole circostanti. </font></span><font color="#000033"><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 12pt"><font size="2" face="Arial">È si un evento eccezionale ma i danni si potevano evitare.
<personname w:st="on" productid="La Regione"></personname>
La Regione , i Comuni, l’Amministrazione Provinciale, l’Autorit&agrave; di Bacino ecc..., sapevano di questo fiume costretto ad una curva innaturale. </font></span><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 12pt"><font size="2" face="Arial">Purtroppo oggi si contano i danni e si guardano mesi di lavoro degli agricoltori andati in fumo. Si guarda il tempo e si ha timore che l’evento eccezionale possa ripetersi.<span style="mso-spacerun: yes">   </span>Migliaia di ettari di colture della piana del Metapontino, che da sola produce circa il 70% della<span style="mso-spacerun: yes">  </span>frutta e degli ortaggi regionali, sono stati portati via dall'acqua. I danni si ripercuoteranno anche sulle annate future perch&eacute; le piantagioni che restano allagate rischiano l’asfissia. Ma anche in collina e montagna si registrano aziende agricole e zootecniche sparite o interdette alla coltivazione. In tutta la regione si denunciano strade rurali interrotte, frane nei campi agrari, canali esondati, dilavamenti delle colture seminate. Il<img alt="" align="right" src="/public/Coldiretti2.jpg" /> settore primario lucano &egrave; in ginocchio. </font></span><span style="FONT-FAMILY: 'Times New Roman'; FONT-SIZE: 12pt"><font size="2" face="Arial">I dirigenti Coldiretti attendono l’operativit&agrave; della Regione. Dopo gli interventi di emergenza si devono mettere in campo le azioni positive per far ripartire l’economia locale e le imprese agricole. Sicuramente la<span style="mso-spacerun: yes">  </span>priorit&agrave; massima &egrave; rappresentata dal ridare subito un tetto e relative strutture aziendali a quelle famiglie che si sono viste spazzare dalla furia dell’acqua tutti gli strumenti del loro lavoro.<span style="mso-spacerun: yes">  </span>Si chiede non solo la puntuale verifica dei danni per avanzare il riconoscimento di calamit&agrave; ma soprattutto un vero piano di intervento con l’indicazione delle opere da realizzare in via prioritaria, che si dia definitivamente corpo ai contratti territoriali di manutenzione da affidare alle imprese agricole che sicuramente sapranno meglio salvaguardare il territorio invece che profondere danaro pubblico in progetti “politico-sociali” che non assicurano certezza di lavoro n&eacute; effetti concreti di opere utili.</font></span></font></p>
</font>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=422]]></link>
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	<dc:date>2011-03-07T09:46:10+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[CROCE ROSSA  DI BASILICATA: Emergenza alluvione metapontino]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman"><img align="left" src="/public/CRI.jpg" alt="" />Le Tavole Palatine allagate, ingenti danni alle aziende agricole circostanti, 70 sfollati. Pi&ugrave; di duecento vacche da latte annegate nella melma e nel fango. L’esondazione del Bradano &egrave; una ferita ancora aperta. La Croce rossa di Basilicata si mobilita per un primo soccorso logistico e psicologico.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Stesso giorno, stessa ora, stesso fiume. A soli cinque anni di distanza l’evento calamitoso si ripete. Gli argini del Bradano e delle altre principali aste fluviali lucane non reggono la portata eccezionale causata dalle piogge. Le paratie delle dighe devono essere aperte per garantire il mantenimento del livello di guardia. La pioggia continua e c’&egrave; chi va a letto presto perch&eacute; domani gli aspetta un altro giorno di lavoro nei campi. Dalle <metricconverter w:st="on" productid="21 in">21 in</metricconverter> poi si sentono strani movimenti e suoni di clacson per le strade. Gli amici e i vicini, preoccupati dell’eccessiva precipitazione, hanno riscontrato che il Bradano &egrave; al collasso. Si invitano tutti a lasciare le proprie abitazioni a poche centinaia di metri dagli argini. Gli anziani sono restii, sono troppo legati alle loro cose, alla loro terra, ai loro animali, alla loro storia.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Ma &egrave; questione di un attimo.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">In pochi minuti una valanga d’acqua spegne i sogni di una vita. Tutti su ponti ed alture, tetti e terrazzi, per assistere inermi ad un disastro naturale. Tutti in attesa  di aiuti, che non sembrano arrivare mai.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Il giorno dopo, la quiete dopo la tempesta. In una giornata di sole si contano i danni e ci si rimbocca le maniche per affrontare la gestione dell’emergenza.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3"><font face="Times New Roman">
<personname w:st="on" productid="La Croce Rossa">
<personname w:st="on" productid="La Croce">La Croce</personname>
Rossa</personname>
&egrave; pronta. Una Croce Rossa che interviene nei conflitti bellici esteri, nelle calamit&agrave; naturali nazionali, ma anche e soprattutto per i bisogni della propria gente e del proprio territorio.</font></font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Si tratta di aiutare non solo gente bisognosa, ma anche amici e parenti che non sanno dove andare, cosa mangiare, dove dormine e soprattutto non riescono a capacitarsi dell’accaduto.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">A seguito dell’incontro di Coordinamento Soccorsi istituito presso
<personname w:st="on" productid="la Prefettura">la Prefettura</personname>
di Matera, sia il Comitato Regionale che il Comitato Provinciale di Matera si attivano con tutti i loro volontari e tutti i loro mezzi.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Nel campo allestito alle “Tavole Palatine” dalla Protezione Civile, una media di 10 volontari si alternano 24 ore su 24. Pionieri, Volontari del Soccorso e Comitato Femminile collaborano nell’assistenza sanitaria, nella preparazione dei pasti e nel supporto psicologico. Ognuno fa il suo, le esigenze sono tantissime. Bere, mangiare, vestirsi, dormire!</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Lo scopo principale, per quanto difficilmente raggiungibile, &egrave; quello di ricreare delle condizioni di benessere fisico e psicologico.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Il Gruppo di Croce Rossa di Bernalda &egrave; quello pi&ugrave; attivo nella gestione dell’emergenza, opportunamente coadiuvato per la logistica dai Pionieri di Matera, occupandosi sia della preparazione dei pasti per circa 70 sfollati, che la distribuzione in tenda e il trasporto presso altri domicili di fortuna scelti da alcune famiglie che vogliono restare vicino ai loro beni e alle loro case.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Ogni volontario mette a disposizione la propria professionalit&agrave;, dalla casalinga al medico, dall’elettricista alla psicologa. Gente in formazione continua, preparata da sempre per gestire questi eventi, oggi da prova del proprio spirito di umanit&agrave; e unit&agrave;.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Gli aiuti alimentari e il vestiario vengono forniti direttamente dalla Croce Rossa, dalla Protezione Civile ed anche da numerose imprese del settore alimentare Materane e locali, oltre che da parenti ed amici degli sfollati.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Ieri sera la visita del Commissario Regionale Dott.ssa Scalise volta a valutare le emergenze, le criticit&agrave; e i bisogni richiesti sia dai propri volontari che dall’intera macchina dei soccorsi.</font></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Intanto si aspetta il ritiro delle acque, che avviene a rilento. Tutti fermi ad aspettare, gente disperata che vede i suoi campi una volta rigogliosi, dove l’occhiolino roseo delle fragole in serra trasmetteva serenit&agrave; ed orgoglio,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>ora scomparsi sotto un mare di fango ed acqua. Straziante per tutti, e per i proprietari ancor pi&ugrave;, ascoltare il muggito degli animali ancora vivi in attesa di essere alimentati, contrapposta ad una inerme incapacit&agrave; di poterli raggiungere.</font></p>
<p style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font size="3" face="Times New Roman">Ma la gente non &egrave; sola, la cittadinanza &egrave; stretta tutta attorno ai propri cari pi&ugrave; sfortunati, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine e soprattutto,<span style="mso-spacerun: yes">  </span>una Croce Rossa fatta tutta da lucani per i lucani.</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=421]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=421</guid>
	<dc:date>2011-03-06T09:31:45+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Davide e Golia]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font color="#000033" size="2">Inizia la nostra collaborazione con Giulio Laurenzi. Pubblicheremo con immenso piacere, di tanto in tanto, le sue vignette. Se Radio Potenza Centrale &egrave; una potenza di radio, le vignette di Giulio sono una potenza di satira. Ovvio che il nostro rapporto &egrave; improntato sulla cordialit&agrave; e soprattutto sulla libert&agrave;. E' quello che stiamo cercando di fare: costruire un mezzo dove  la parola 'libert&agrave;' abbia il suo vero significato.</font></p>
<p align="center"><img alt="" src="/public/Davide e Golia_web.JPG" width="350" height="375" /></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=420]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=420</guid>
	<dc:date>2011-03-04T18:12:19+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le Risorse Lucane: il Petrolio...]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana"><b><font color="#000066" face="Times New Roman"><font color="#000066" size="2" face="Verdana"><em>I </em></font><font color="#000066" face="Verdana"><span style="LINE-HEIGHT: 115%"><font size="2"><em>giornalisti lucani invitati da Saro Zappacosta, per la prima volta nella loro storia, a promuovere l'azione comune da concordare affinch&eacute; si eserciti la vigilanza senza mollare mai la presa. </em></font></span></font></font></b></font></font></span></p>
<p style="TEXT-ALIGN: justify; MARGIN: 0cm 0cm 10pt" class="MsoNormal"><font color="#000033"><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana"><img alt="" align="left" src="/public/Petrolio a Potenza.gif" />Egregio Direttore,con gli amici carissimi colleghi. </font></font></span></i><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Il 30 Maggio del 1966, Tonino Dapoto, Vittorio Sabia, Lino Viggiani, Raffaele Garramone, Franco Corrado, Luciano Carpelli, Ferdinando Moliterni, Pasquale Daraio, Nicola Perri e Biagio Lacentra creammo i presupposti per la nascita dell’Associazione provinciale della Stampa lucana entrando a far parte del primo consiglio direttivo. Sono trascorsi 45 anni fa. Oggi,come allora, credo che i giornalisti rappresentano una corporazione, il cui principale obiettivo debba essere il dovere di difendere la societ&agrave; dai soprusi e dalle ingiustizie. E che tale dovere potr&agrave; essere compiutamente esercitato soprattutto quando si &egrave; uniti, legati da spirito concorde e comune visione. E’ vero: non sempre lo siamo stati. Oggi per&ograve;, come uno dei decani del giornalismo lucano, vi invito per la prima volta nella nostra storia a superare i naturali momenti di divisione ideologica e culturale, per diventare un corpo unito e compatto in difesa dei lucani, delle loro famiglie, del futuro dei nostri giovani. In difesa del territorio lucano, perch&eacute; il suo petrolio e la sua acqua, da fonte di ricchezza sono diventati fonte di corruzione. E’ in atto un feroce tradimento ai danni del popolo lucano, che solo i giornalisti, per la prima volta uniti, potranno respingere  salvando cos&igrave; le attese di quanti –e sono tutti- avvertono che sul petrolio e l’ acqua lucana si sta assistendo ad un vero e proprio assalto alla dirigenza. Affermo ci&ograve;, e ne sono convinto, perch&eacute; &egrave; pervenuta nella redazione del settimanale del quale sono editorialista, una lettera firmata da un tecnico della materia in esame, che non ritengo opportuno pubblicare in esclusiva, poich&eacute; in essa &egrave; contenuto un appello a tutta la stampa, e che pertanto sottopongo all’attenzione dei direttori e dei colleghi giornalisti, nella certezza che coglieranno la drammaticit&agrave; del contenuto. Con il titolo “Cui Prodest“ questa la lettera che trascrivo integralmente, invitandovi a pubblicarla unitamente alla mia lettera. </font></font></span></i><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Nel corso della settimana si terranno una serie di incontri su una delle tante risorse lucane: il petrolio, per definire le nuove intese tese a riverberare sulle comunit&agrave; indigene i riflessi positivi dell’oro nero che, attualmente, contribuisce in misura del 15% alla bolletta energetica nazionale ed il cui peso nei prossimi anni crescer&agrave; fino a circa il 25-30%. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Se solo si considerasse che
<personname w:st="on" productid="la Libia"></personname>
la Libia contribuisce per circa i 20% alle importazioni petrolifere nazionali, ci sarebbe da pensare che il governatore lucano debba essere ricevuto con onori maggiori dell’ormai ex dittatore libico. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Certo, ed &egrave; amaro constatarlo, una sorta di similitudine, prima dei tristissimi fatti di sangue di Tripoli, tra il popolo libico e quello lucano sembra esistere; la gestione della cosa pubblica in mano allo stesso partito da oltre 65 anni, il reddito pro capite tra i pi&ugrave; bassi della nazione, il tasso di disoccupazione tra i pi&ugrave; alti della nazione come pure l’emigrazione, la disoccupazione giovanile, femminile, ecc. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">E … allora : <i style="mso-bidi-font-style: normal">cui prodest ?</i>, ossia a chi giova o a chi ha giovato la presenza del petrolio in Basilicata? Non certo alla comunit&agrave; lucana a quanto pare; certamente alla compagnie petrolifere, certamente ai politici che chiudono un occhio sulla quantit&agrave; di barili estratti dalle stesse compagnie, certamente, ancora a quei loschi figuri che hanno concluso accordi locali e nazionali sul prezzo da riconoscere alle comunit&agrave; lucane per la coltivazione di idrocarburi i cui effetti si possono vedere sulle piantagioni della ex verde val d’Agri la cui economia in termini agricoli &egrave; in via di distruzione. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">E allora gli incontri prossimi a tenersi cosa tratteranno ancora?! Come occupare economicamente altri ambiti territoriali della nostra regione? È noto infatti le richieste di dati avanzate da societ&agrave; americane (almeno nei nomi, un po’ meno negli interessati palesi od occulti), per il territorio dell’alto Bradano a cui seguir&agrave; certamente anche parte del Metapontino e poi sar&agrave; la volta di altri ambiti territoriali, perch&eacute; di una cosa si pu&ograve; essere sicuri, che
<personname w:st="on" productid="la Basilicata"></personname>
la Basilicata &egrave; su un mare di Petrolio quasi fosse l’Arabia Saudita solo che mentre gli arabi pretendono petrodollari per le loro estrazioni i lucani si accontentano, grazie ai loro governanti locali e nazionali, di pochi centesimi di euro (meno di quanto viene corrisposto a paesi del terzo mondo) e sono anche disposti a sorbirsi i rifiuti delle trivellazioni perch&eacute; &egrave; evidente che per emungere petrolio bisogna scavare da <metricconverter w:st="on" productid="5 a"></metricconverter>5 a 7 mila metri nelle viscere della terra e rimuovere il materiale ivi presente il quale contiene metalli pesanti, e pericolosamente inquinanti se non tossici e quindi pericolosi per la salute delle comunit&agrave;. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Infatti, in analogia con l’ignoranza sul numero dei barili estratti anche i fanghi rinvenienti da estrazioni non &egrave; noto che fine abbiano fatto, dove siano stati smaltiti, con quali procedure e quale certificazione sulla non pericolosit&agrave; rispetto all’ambiente ed alle falde acquifere. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">E con l’acqua si apre un altro triste scenario che si sta trascinando da decenni:con l’acqua lucana si irrigano i territori pugliesi e si dissetano quelle comunit&agrave; fornendo ad acquedotto Pugliese la risorsa idrica accumulata nelle nostre dighe, e, ironia della sorte i cugini pugliesi, non solo fondano buona parte del loro reddito sull’acqua lucana ma pagano anche meno l’acqua potabile rispetto a quanto la pagano i lucani. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Ritornando poi indietro con la memoria ci si ricorder&agrave; di come anche l’acqua lucana era gestita dai pugliesi fino ad un decennio fa grazie all’Acquedotto Pugliese con sede in Bari. Ai lucani toccavano le briciole e qualche acquedotto colabrodo in cambio di tanto oro blu. </font></font></span><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana">Sempre da circa un decennio, si &egrave; definito che
<personname w:st="on" productid="la Puglia"></personname>
la Puglia ristori i lucani dei costi ambientali sostenuti per accumulare l’acqua nelle dighe ma, detto che non &egrave; noto se siano mai stati pagati e quanto sia stato corrisposto dai Pugliesi, non &egrave; da escludere che questi ultimi possano pensare di ripetere quanto gi&agrave; fatto in passato con Acquedotto Pugliese ossia gestire le leve delle risorse lucane facendo gravare agli stessi lucani gran parte dei loro costi senza corrispondere un bel niente. </font></font></span></font><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana"><font color="#000033">Certo perch&eacute; ci&ograve; avvenga &egrave; necessario, come per il petrolio e i rifiuti delle trivellazioni, che vi sia la complicit&agrave; o l’ignavia della classe politica e della classe dirigente lucana che pur di contrarre qualche utilit&agrave; personale si disinteressi del futuro delle generazioni a venire e allora &egrave; necessario che la societ&agrave; civile, la gente libera da condizionamenti e la stampa in particolare, faccia sentire la sua voce, eserciti la vigilanza, senza mollare mai la presa sostituendosi a quella classe politica di ogni colore, sempre pi&ugrave; attenta ai propri conti in banca che alle nostre comunit&agrave; in attesa, appena possibile, che il giudizio degli elettori lucani li trascini via come il turbinio dell’acqua negli scarichi sanitari. </font>
<p><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana"><font color="#000033">Lettera firmata </font>
<p><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font color="#000033" face="Verdana">Sul contenuto della lettera del tecnico, cari colleghi, lascio a voi le dovute conclusioni. Da parte mia l’invito a tutti di cogliere l’appello finale in essa contenuta, affinch&eacute; i giornalisti lucani, per la prima volta nella loro storia, promuovano un’azione comune da concordare affinch&eacute; si eserciti la vigilanza senza mollare mai la presa. </font></font></span></i></p>
</font></font></span></p>
<p> </p>
<p><i style="mso-bidi-font-style: normal"><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font face="Verdana"><font color="#000033">Cordialmente </font>
<p><span style="LINE-HEIGHT: 115%; FONT-FAMILY: " times="" new=""><font size="2"><font color="#000033" face="Verdana">Saro Zappacosta</font></font></span></p>
</font></font></span></i></p>
</font></font></span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=416]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=416</guid>
	<dc:date>2011-03-03T14:54:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[Radio Potenza Centrale... al centro del Sud]]></title>
	<description><![CDATA[<p align="justify"><font color="#000033" size="2" face="Verdana"><strong><a href="http://www.radiopotenzacentrale.com"><img alt="" align="left" src="/public/rpc1.gif" /></a>Radio Potenza Centrale</strong> continua la sua crescita. Mantiene il suo primato indiscusso tra i mezzi editoriali della Basilicata. Da decenni &egrave; una realt&agrave; nel panorama delle Aziende che contribuiscono all cerscita economica del nostro territorio. Infatti le aziende che hanno affidato a <strong>Radio Potenza Centrale</strong> i propri budget pubblicitari hanno visto crescere esponenzialmente i loro fatturati. Per quanto concerne l'informazione, edita dodici edizioni giornaliere di un radiogiornale nazionale veloce e puntuale per un informazione aggiornata quasi minuto per minuto di quello che accade nel nostro Paese. Per quanto attinene invece l'informazione locale, tra un disco e l'altro, 24 ore su 24, con una programmazione in rigorosa diretta, gli speaker aggiornano gli ascoltatori, in tempo reale, senza tediare gli utenti con 'polpettoni' lunghi di notiziari noiosi. Infatti <strong>Radio Potenza Centrale</strong> non trasmette neanche un minuto in differita: tutti i programmi sono in diretta ed in collegamento con gli ascoltatori  attraverso il centralino telefonico (0971 45 846) e la linea SMS (349 511 90 88). L'interazione con il Pubblico &egrave; la formula vincente del format radiofonico collaudato e ideato dal nostro direttore, Bonaventura Postiglione, da oltre 34 anni. Infatti gli editori di altre emittenti, sparse su tutto il territorio nazionale, che hanno adottato questa formula, hanno avuto modo di registrare solo successi. Maggiori informazioni su <a href="http://www.radiopotenzacentrale.com">http://www.radiopotenzacentrale.com</a>.   </font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=414]]></link>
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	<dc:date>2010-12-17T09:07:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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<item>
	<title><![CDATA[A Chiaromonte presentazione libro]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><img height="139" src="/public/carlo_calza.jpg" width="150" align="left" alt="" />Sar&agrave; presentato venerd&igrave; 27 agosto 2010 alle 18.30 presso il Centro visite del Pollino di Chiaromonte il libro di Carlo Calza "Cronologia storica della Citt&agrave; di Chiaromonte".</span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066"> </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana">Il lavoro ripercorre in poche pagine la storia del paese, dal VI secolo A.C. fino ai giorni nostri e si propone anche come utile strumento di studio per i ragazzi delle scuole dell'obbligo, ai quali viene dato cos&igrave; uno strumento per conoscere la storia del proprio paese in maniera semplice e completa offrendo spunti per particolari approfondimenti.</span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066"> </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana">E' questo il secondo lavoro del genere del professor Calza, che segue a distanza di due anni quello gi&agrave; realizzato per la citt&agrave; di Lagonegro mentre la storia di altri comuni lucani &egrave; gi&agrave; oggetto di approfondimento  e studio per successive pubblicazioni. </span><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana">Il libro sar&agrave; presentato dal professor Giovanni Percoco con interventi del pittore Franchino Ricciardi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font color="#ffffff">xxxx</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><em>Su questo pezzo non c'&egrave; filmato</em></span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=412]]></link>
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	<dc:date>2010-08-24T10:25:48+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Inizia l'era del "calcisticamente scorretto"]]></title>
	<description><![CDATA[<span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font color="#000033">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana" size="1"><strong><img height="88" alt="" src="http://www.telecento.it/public/David_Incamicia.jpg" width="70" align="middle" /> </strong></font></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" size="1">Di David Incamicia</font></strong></span> </font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" color="#ffffff" size="1">-</font></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="center"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" color="#ffffff" size="1"></font></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong>Riflessioni agostane</strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font color="#ffffff">xxxx</font></strong></span></p>
</font></span></p>
</font></span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="FONT-SIZE: 10pt; COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font color="#000033"><img alt="" src="/public/cassano.jpg" align="left" />Ora in molti saranno soddisfatti. In questo periodo nel quale il Paese assiste all'ennesima crisi politica e istituzionale, dove prevalgono i tatticismi e il gioco di rimessa, lo sport pi&ugrave; amato dagli italiani riesce a ritagliarsi uno spazio di fiera allegria. Nei giorni scorsi il nuovo C.T. Cesare Prandelli, chiamato a gestire la ricostruzione del dopo Lippi, ha ufficializzato le prime convocazioni della sua Nazionale, quasi tutte all'insegna del rinnovamento anagrafico. Ma anche filosofico. Perch&egrave; si riparte dai "monelli" del pallone, gli interpreti pi&ugrave; acclamati del calcio tutto genio e sregolatezza: Cassano e Balotelli. </font><font color="#000033">Un sentimento assai simile all'antipolitica da tempo impregnava le discussioni al bar, al lavoro, sulla metro. Meglio il grigio rigore della tattica esasperata, l'ideologia del gruppo sopra tutto, o l'anarchico impulso della fantasia dei singoli? Un quesito al quale gli italiani, come foglie al vento, cedendo a quel vizio tanto abusato proprio in politica, rispondono da sempre in maniera differente a seconda dei successi - o delle disfatte - degli undici beniamini in casacca azzurra. E allora "meglio il gruppo!", si &egrave; sentito ripetere fino alla nausea dopo la vittoria del titolo mondiale in Germania, quando obiettivamente la squadra non si distinse per un calcio brillante, offensivo, animato dalle giocate di un Totti o di un Del Piero. Per poi, invece, rivendicare a gran voce l'estro dei pochi talenti puri rimasti in circolazione dopo le prestazioni da oratorio dello scorso giugno. Non &egrave; una diatriba di poco conto, figlia dell'atavico qualunquismo popolare che trasforma chiunque in "tuttologo", capace di dispensare facili patentini di competenza agli appassionati. Perch&egrave; se &egrave; vero che l'Italia annovera 65 milioni (o gi&ugrave; di l&igrave;) di opinionisti e  allenatori, &egrave; altrettanto ineccepibile che la pedata &egrave; andata sempre pi&ugrave; assumendo i crismi del fenomeno sociale a tutto tondo. Sovrapponendosi sovente a categorie ritenute ben pi&ugrave; rilevanti negli ambienti fedeli al <em><span style="FONT-FAMILY: Verdana">politically correct</span></em>, come la finanza e la stessa politica. Chi ha dimenticato che giusto dieci anni fa, dopo una finale europea perduta contro gli eterni rivali della Francia, l'allora commissario tecnico Dino Zoff, vera e propria icona nazionale, fu costretto a rassegnare le dimissioni in seguito agli sferzanti giudizi espressi nei suoi confronti nientemeno che dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi? O che solo qualche mese addietro, proprio il naturalizzato Balotelli fu oggetto di duri attacchi da parte di diversi esponenti leghisti che si prodigarono in improvvide considerazioni di tipo sociologico per motivare l'indole ribelle del ragazzo, arrivando perfino a sostenere che le sue bizze, fuori e dentro il campo, fossero dovute a un deficit di civilizzazione e alla rozza educazione ricevuta? Un "bamboccione" pi&ugrave; privilegiato e nient'altro... Il calcio, del resto, &egrave; divenuto affare socialmente rilevante non solo poich&eacute; rappresenta, per dirla con l'espressione di taluni radical chic, l'oppio del popolo, bens&igrave; anche in virt&ugrave; dell'accresciuto interesse da parte dell'establishment economico e delle banche che hanno intravisto la possibilit&agrave; di incrementare, spesso in modo spregiudicato, i propri guadagni. Con annessi scandali e crash finanziari, il pi&ugrave; delle volte impuniti, anche in questi tempi di "vacche magre" e tribolazioni collettive. Ma la globalizzazione si sa,<img alt="" src="/public/giocatore.jpg" align="right" /> specie rispetto ai circuiti del profitto, nutre da sempre una cinica consapevolezza. Basti pensare al puntuale tira e molla che, alla vigilia di ogni stagione agonistica, ha contraddistinto le trattative sui diritti televisivi. Dunque, tornando agli aspetti tecnici, nella chiamata alle armi dei due estrosi e indisciplinati ragazzotti si pu&ograve; scorgere il segno di un passaggio epocale, pure in questo caso come in politica. Non illudiamoci, per&ograve;. Restituire la giusta dose di romanticismo a uno sport ormai ammorbato e caratterizzato da una visibile decadenza culturale e organizzativa, innanzitutto e per l'appunto a livello tecnico, non sar&agrave; affare semplice. Cassano e Balotelli possono di certo costituire la prima pietra di una necessaria ricostruzione, della "grande riforma" del calcio cos&igrave; attesa e invocata. Ma per rimoralizzare quel sistema occorreranno tempo e pazienza, cos&igrave; come per riottenere dei risultati degni della nostra tradizione.
<personname productid="La Federazione" w:st="on"></personname>
La Federazione ha dovuto incassare la pi&ugrave; cocente delusione della sua storia per illuminarsi nel cuore e nella mente. Affidandosi a un giovane ma preparato tecnico come Prandelli - cosa rara in una societ&agrave; gerontocratica - e ai pi&ugrave; fulgidi talenti che il calcio italiano abbia mai espresso: Rivera e Baggio. Il primo chiamato a guidare il settore scolastico sotto la supervisione dell'ex vate del calcio champagne Arrigo Sacchi, reclutato anch'egli dal consiglio federale quale Coordinatore delle selezioni giovanili; il secondo, invece, a capo di quello tecnico. E vi pare poco? Tralascio, pur essendo favorevole, i commenti sulla decisione di abbassare la quota di calciatori extracomunitari tesserabili annualmente dalle societ&agrave; professionistiche (che rappresentano il vero ostacolo ad un pieno processo riformatore per le ragioni sopra enunciate), in quanto trattasi di questione che inevitabilmente chiama in causa riflessioni di principio, in particolare sul piano etico e culturale. E mi limito a constatare che il ripartire dai vari Prandelli, Sacchi, Rivera, Baggio e dagli stessi Cassano e Balotelli apre la strada a una concezione opportunamente e "calcisticamente scorretta" del nostro trastullo preferito, in un mondo notoriamente e per natura conservatore. E' una sorta di paradosso ideale in grado di normalizzare, a mio avviso, anche emotivamente, almeno uno fra i segmenti di costume pi&ugrave; assecondati nella societ&agrave;. Arginando quell'approccio idiosincratico nel quale sono scivolati finanche i tifosi pi&ugrave; resistenti come chi scrive. Cassano e Balotelli, parafrasando una vecchia e lucida analisi di <em><span style="FONT-FAMILY: Verdana">Panorama</span></em>, sono in fondo il simbolo di un Paese che spera sempre di redimere l’altro, che guarda, disapprova, censura e poi accetta praticamente tutto. Dei maledetti Giamburrasca moderni, capaci di mettere a soqquadro un mondo, di combinare un guaio dietro l’altro diventando antipatici a molti, ma a nessuno completamente. Anzi, &egrave; quasi il contrario: birbanti da guardare con occhi dolci, da coccolare. Sbagliano, prendono bocciature che a volte neanche meritano e poi straordinarie riabilitazioni. E’, in definitiva, una "contro nemesi". La simpatia per il lato oscuro di ognuno di noi, quella coscienza che ti fa pensare che a un maledetto, che giochi a pallone o ricopra alti incarichi politici, si pu&ograve; comunque perdonare qualcosa. Per questo la sfrontatezza di quei due scugnizzi appena redenti dall'azzurro nazionale, a met&agrave; strada tra il guascone e la faccia da schiaffi, piace eccome! Ci fa coltivare l’idea, nemmeno tanto ardita, di poterci immedesimare nel loro sorriso dannato. Insomma, sotto sotto li percepiamo come due di noi. Non posso che congedarmi, al di l&agrave; della visione onirica della realt&agrave;, con l'ennesimo auspicio. Quello che non si debba attendere a lungo affinch&eacute; analogo percorso rivoluzionario contamini altre strutture, altri sollazzi (forse meno ameni del pallone) del nostro quotidiano navigare. Voi che dite, riusciranno i milioni di commissari tecnici italiani a scovare sulla scena politica personalit&agrave; munite dello stesso coraggio e della stessa audacia di un Cassano o un Balotelli? Magari lo scopriremo alla riapertura delle Camere a settembre. Dopotutto, nel bene e nel male, anche quelle sono diventate degli stadi...</font></span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=411]]></link>
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	<dc:date>2010-08-09T18:46:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Libro 'TERRONI' di Pino Aprile]]></title>
	<description><![CDATA[<font face="Verdana" color="#000033" size="2">
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana" size="1"><strong><img height="88" alt="" src="http://www.telecento.it/public/giampiero%20d'ecclesiis.jpg" width="70" align="middle" /> </strong></font></span></font></font></span><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" size="1">Di Giampiero D'Ecclesiis</font></strong></span></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033" size="1"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong></strong></span></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033" size="1"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong></strong></span></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033" size="1"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong></strong></span></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033" size="1"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong></strong></span></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#ffffff" size="1"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong></strong></span></font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong></strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font color="#ffffff" size="2"><strong>-----</strong></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong></strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong></strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong></strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong></strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong>Una piccola recensione sul libro 'Terroni' di Pino Aprile con qualche considerazione aggiunta</strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font color="#ffffff">XXX</font></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><font face="Verdana" color="#000033" size="2">Ho letto il libro di Pino Aprile intitolato “TERRONI” e ve lo consiglio, &egrave; un libro interessante che riporta molte notizie utili e, ai pi&ugrave;, non note; un libro che vi prende le viscere e ve le morde, specie se siete meridionali, un libro utile per una riflessione su che cos’&egrave; il nostro Paese, quali i suoi mali e vizi di nascita, quali sono le ragioni profonde di alcune differenze.<br />Per carit&agrave;, non mi permetto di darne un giudizio storiografico, non sono uno storico e non sarei in grado di dare un giudizio del genere  per&ograve; certo &egrave; che il filo conduttore del libro tocca punti nevralgici, evoca reminescenze inconsapevoli, agita, costringe ad una riflessione.<br />Confesso di avere sempre considerato nella mia mente la storia del Risorgimento Italiano una memorabile taroccatura nella quale tutto il positivo, e c’&egrave; ne sono state di pagine onorevoli e memorabili, &egrave; stato esaltato e sacralizzato e tutto il negativo, e ce ne sono state di vergognose sozzure, &egrave; stato nascosto sotto il tappeto dalla storiografia compiacente scritta dai vincitori.<br />Confesso che ho sempre pensato che l’Italia, quella che considero la mia Patria, sia nata sul Carso, sul Piave a Vittorio Veneto e che solo dalla Grande Guerra in poi si sia potuto parlare di Nazione.<br />Ma Pino Aprile ci prende per mano e ci conduce lungo sentieri che seguono una visione prospettica della storia vista da Sud che polverizza anche questa mia visione, mi fa toccare con mano una condizione di minorit&agrave; meridionale, strutturale allo sviluppo del settentrione d’Italia alla quale forse avevo pensato in maniera frammentaria, intravedendola dietro elementi di riflessione sparsi che, invece, Aprile porta a sintesi costruendo un quadro che mette a sistema tanti elementi distinti della storia politica nazionale antica, recente e recentissima.<br />Il libro mi &egrave; piaciuto e ve lo consiglio caldissimamente non tanto e non gi&agrave; per lasciarsi cullare dal sogno di un passato che idilliaco certo non era e che comunque ormai &egrave; passato, quanto per cercare di ragionare su un cambio di prospettiva nella valutazione delle cose politiche nazionali: non pi&ugrave; destra e sinistra ma Nord e Sud.<br />Faccio qualche esempio.<br />Federalismo fiscale, Riforma dell’Universit&agrave;, Caso Fiat di Pomigliano, Situazione infrastrutturale del Paese, Sanit&agrave;, Ricerca scientifica: non in uno degli argomenti che ho sopra richiamato c’&egrave; una situazione anche minimamente paragonabile tra Nord e Sud del Paese eppure tutte le finanziarie, le riforme, le proposte le discussioni, tanto a destra quanto a sinistra portano avanti posizioni che tendono a penalizzare il Sud, sprecone, rispetto al Nord virtuoso.<br />Gli stessi cosiddetti difensori del Sud, quelli che apparentemente vorrebbero portare avanti la tutela del Sud hanno assunto una posizione difensiva perci&ograve; in luogo di rivendicare la necessit&agrave; di riequilibrare il Paese costruendo dove non ci sono infrastrutture, portando la ricerca dove non c’&egrave;, aumentando gli investimenti dove c’&egrave; territorio e capitale umano da utilizzare, ormai stanno sulla difensiva riportando come un successo essere riusciti a proteggere questo o quell’interesse locale meridionale.<br />Io pretendo una politica della Nazione che faccia di me un cittadino di pari diritto di un abitanti della Lombardia e per questo ci vogliono politiche, finanziamenti, volont&agrave; e se insieme a questo dobbiamo abolire tutte le pensioni di invalidit&agrave; e pagare le autostrade io dico chissenefrega. E’ una guerra quella che &egrave; in atto, una guerra economica di dumping strisciante che in 150 anni ha portato il Sud in una condizione di arretramento che mai ha avuto nella sua storia, &egrave; una guerra e in guerra ci sono morti e feriti.<br />Mi domando e vi domando &egrave; lecito pensare di combattere questa guerra di parificazione nel nostro Paese?<br />Sinceramente di un Lombardo con interessi in Lombardia e di un governo isorientato a favore del Nord non so che farmene. Vediamo un po’ la Lista:<br /><br />Presidente del Consiglio<br />Silvio Berlusconi, nato a Milano Lombardia<br />Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri<br />Gianni Letta: Nato ad Avezzano,dal 1973 dipendente del Cav. Berlusconi, Abruzzo<br />Ministri con portafogli (alias ministri veri)<br /><br />Ministero degli Esteri<br />Franco Frattini Nato a Roma Lazio<br />Ministro degli Interni<br />Roberto Maroni, nato a Varese,Lombardia<br />Ministero della Giustizia<br />Angelino Alfano, nato ad Agrigento,Sicilia<br />Ministro della Difesa<br />Ignazio Larussa, nato a Patern&ograve; (Ct), (trasferitosi a Milano all’et&agrave; di 13 anni) Sicilia/LOMBARDIA<br />Ministro dell’Economia e delle Finanze<br />Giulio Tremonti, nato a Sondrio Lombardia<br />Sviluppo Economico<br />Silvio Berlusconi (ad interim) Lombardia<br />Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali<br />Giancarlo Galan, nato a Padova Veneto<br />Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare<br />Stefania Prestigiacomo, nata a Siracusa Sicilia<br />Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti<br />Altero Mattioli, nato a Cecina (Li) Toscana<br />Ministro del Lavoro, della Salute e Politiche Sociali<br />Maurizio Sacconi, nato a Conegliano Veneto<br />Veneto Ministro della Salute<br />Ferruccio Fazio, nato a Garessio (CN) Piemonte<br />Ministro dell'Istruzione Universit&agrave; e Ricerca<br />Maristella Gelmini, nata a Leno (BS) Lombardia<br />Ministro per i Beni e Attivit&agrave; Culturali<br />Sandro Bondi, nato a Massa Carrara Toscana<br />MINISTRI SENZA PORTAFOGLI<br /><br />Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale<br />Raffaele Fitto, nato a Maglie (Lecce) Puglia<br />Ministro per l'Attuazione del programma di Governo<br />Gianfranco Rotondi, nato ad Avellino Campania<br />Ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione<br />Renato Brunetta, nato a Venezia Veneto<br />Ministro per le Pari Opportunit&agrave;<br />Mara Carfagna, nata a Salerno Campania<br />Ministro per le Politiche Europee<br />Andrea Ronchi, nato a Perugia Umbria<br />Ministro per i Rapporti con il Parlamento<br />Elio Vito, nato a Napoli Campania<br />Ministro delle Riforme per il Federalismo<br />Umberto Bossi, nato a Cassano Magnago (Varese) Lombardia<br />Ministro della Giovent&ugrave;<br />Giorgia Meloni, nata a Roma Lazio<br />Ministro per la Semplificazione<br />Roberto Calderoli, nato a Bergamo Lombardia<br />Ministro del Turismo<br />Michela Vittoria Brambilla, nata a Lecco Lombardia<br /><br />Ministri con portafogli: Nord 10, sud 2<br />Ministri senza portafogli: Sud 4, Centro 2, Nord 4<br />Peraltro aver messo un p&ograve; di ascari nei ministeri senza portafogli mi pare voglia dire poco o niente.<br />Di fatto se si dice che il paese &egrave; in mano a Italiani del nord si fa una constatazione di fatto.<br />Tra i ministri con poteri di spesa gli unici meridionali sono ambedue siciliani, quello dell'ambiente e quello della giustizia, per il resto i gangli del potere politico, economico sono strettamente nelle mani di una testa pensante che &egrave; tutta lombardo-veneta. Ci meravigliamo che al Sud le cose vanno male?<br />Per carit&agrave; non parliamo della situazione a sinistra dove tra un Letta(minor) e un Bersani e la Rosy Bindi la preoccupazione maggiore &egrave; cercare di compiacere l'elettorato settentrionale al punto che s'&egrave; creata una “questione settentrionale”.<br />Cosa sarebbe la questione settentrionale? Semplicemente non gli basta tutti i vantaggi che ne hanno, ne vogliono di pi&ugrave; e che vada a remengo il resto del Paese. <br />Insomma vi invito a leggere questo libro che per me &egrave; dirompente nel suo contenuto e nelle riflessioni che induce.</font></p>
</font></span></p>
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</font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="right"><font face="Verdana" color="#000033" size="2"><em>Giampiero D'ecclesiis</em></font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=410]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=410</guid>
	<dc:date>2010-08-01T21:23:38+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La generazione perduta. Salvo eccezioni...]]></title>
	<description><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 14.25pt; TEXT-ALIGN: justify; mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana" size="1"><strong><img height="88" alt="" src="http://www.telecento.it/public/David_Incamicia.jpg" width="70" align="middle" /> </strong></font></span><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" size="1">Di David Incamicia</font></strong></span> </font>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" color="#ffffff" size="1">-</font></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="center"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font face="Verdana" color="#ffffff" size="1"></font></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><font face="Verdana"><font size="2"><font color="#000033"><strong>Riflessioni sussurrate in piena estate</strong></font></font></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"><strong><font color="#ffffff">-----</font></strong></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="left"><span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"></span></p>
<span style="mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-font-family: Calibri; mso-fareast-language: IT; mso-ascii-font-family: Calibri; mso-ascii-theme-font: minor-latin; mso-hansi-font-family: Calibri; mso-hansi-theme-font: minor-latin; mso-bidi-theme-font: minor-latin"></span>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><img alt="" src="/public/art_incamicai.jpg" align="left" />Mi capita spesso di girovagare per il web alla ricerca di fatti, commenti, opinioni che possano riguardare l'attuale e difficile momento della nostra amata Italia. Del resto, come non essere curiosi di ci&ograve; che pensano di noi, ad esempio, gli osservatori stranieri, specie alla luce delle recenti rilevazioni dei vari istituti di ricerca sullo stato di salute economica e sociale del nostro Paese? E cos&igrave;, gira che ti rigira, mi sono imbattuto qualche sera fa in un interessante ritratto tracciato dal sito francese <i>lexpress.fr</i> sulla condizione dei giovani italiani. "Affittasi appartamento a Roma", cos&igrave; esordiva il pezzo del web giornale transalpino riferendosi a un annuncio pubblicato da un'agenzia immobiliare della capitale, che ha ispirato una singolare forma di  protesta di un gruppo di ragazzi presentatisi a quell'agenzia con tanto di bottiglie di spumante. Una manifestazione "festosa" con la quale speravano di attirare l'attenzione sul proprio stato di perenne precariet&agrave; economica. Sul fatto che, per quelli della loro et&agrave;, i pi&ugrave; severamente colpiti dalla crisi, &egrave; spesso impossibile permettersi l'affitto di un appartamento. <i>"Volevamo trovare ascolto, parlare del fatto che in molti semplicemente non possono abbandonare la casa dei genitori"</i>, ha spiegato una di loro all'articolista francese. La giovane fa parte del gruppo <b><i>"Fai la valigia"</i></b>, un'associazione gi&agrave; protagonista di analoghe iniziative la cui ragione sociale &egrave; chiaramente indicata nel nome. I giovani italiani sono spesso bersaglio di prese in giro a causa della propensione a restare a tempo indeterminato nel grembo materno tanto da guadagnarsi, loro malgrado, il soprannome di "bamboccioni". Secondo l'Istat, oggi il 60% dei giovani tra i 18 e i 34 anni vivono ancora con i genitori, una proporzione che &egrave; quasi triplicata rispetto alla met&agrave; degli anni '80. Gi&agrave; prima della crisi trovare un impiego stabile per un giovane italiano si trasformava in un percorso ad ostacoli: senza raccomandazioni, non si poteva certo sperare di accedere a uno dei rari "posti al sole" nel settore pubblico, mentre in quello privato le imprese ricorrevano spesso a contratti a tempo determinato. Senza contare che appunto il fenomeno del precariato &egrave; andato accentuandosi a causa della recessione di questi anni. Sempre l'Istat, rileva che negli ultimi 12 mesi quasi l'80% dei posti di lavoro persi in Italia hanno riguardato persone di et&agrave; compresa tra i 18 e i 29 anni, registrando una diminuzione quasi tre volte maggiore in proporzione alla popolazione generale. L'Italia, d'altra parte, &egrave; il paese europeo che conta il pi&ugrave; grande numero di giovani disoccupati: pi&ugrave; di due milioni, che non hanno n&eacute; lavorato n&eacute; proseguito gli studi nel corso del 2009. Ed &egrave; proprio da tali statistiche che si evince come il rimanere a casa dei genitori non &egrave; affatto una scelta diretta di questi giovani. Anzi, a leggere i dati Istat - ma anche quelli forniti da Cnel e Svimez che individuano proprio i giovani, accanto a operai e meridionali in genere, fra i soggetti pi&ugrave; sofferenti - i motivi economici e la cronica difficolt&agrave; a trovare un lavoro stabile sono la prima ragione per spiegare questo fatto. <i>"Se potessi, se avessi un lavoro che mi desse maggiore stabilit&agrave;, andrei via di casa domani"</i>, testimonia un altro ragazzo di <i>"Fai la valigia"</i>, che non pu&ograve; prendersi l’impegno di pagare un affitto tutti i mesi vista la precariet&agrave; del suo contratto di lavoro. A parere della nota sociologa Chiara Saraceno, <i>"questa tendenza &egrave; preoccupante non solo per i giovani ma per il futuro del Paese nel suo complesso"</i>. Come darle torto? Con un'entrata tardiva nel mercato del lavoro e una carriera segnata dall'insicurezza professionale, questa generazione &egrave; di fatto costretta ad aspettare per fondare una propria famiglia. <i>"E' la generazione che sopporta il fardello di una societ&agrave; che invecchia, di una societ&agrave; che investe molto poco per i giovani e che porta sulle proprie spalle il costo della crisi economica"</i>, afferma
<personname w:st="on" productid="la Saraceno. Sottolineando"></personname>
la Saraceno. Sottolineando pure il rischio, ormai sempre pi&ugrave; prossimo a trasformarsi in amara certezza, che i giovani d'oggi passeranno alla storia come la <b>"generazione perduta"</b>. Franco Ferrarotti, altro celebre sociologo della penisola, non &egrave; pi&ugrave; ottimista della sua collega. Secondo lui, i giovani italiani non hanno ormai altra scelta che <i>"imparare le lingue straniere e partire alla volta dell’estero"</i>. Perch&egrave; ci&ograve;<i> </i><span style="mso-bidi-font-style: italic">che &egrave; veramente tragico in Italia &egrave; che la famiglia resta ancora un valore forte ma fondarne una costa molto caro. Da qui, come sostiene ad esempio il Presidente della Camera Gianfranco Fini, deriverebbe l'esigenza di maggiori strumenti di accoglienza e integrazione per gli immigrati, senza i quali il tasso di crescita della popolazione sarebbe negativo</span>. Insomma, &egrave; una sorta di lento suicidio demografico! Vuoi vedere che alla fine aveva ragione Pier Luigi Celli? Tutti ricorderanno il clamore suscitato dalla lettera aperta con la quale l'alto papavero, lo scorso autunno, sugger&igrave; al proprio figliolo universitario, a dispetto degli indubbi mezzi di famiglia, di lasciare il nostro Paese <i>"in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque o un centesimo di una velina o di un tronista..."</i>. Ne scatur&igrave; un acceso dibattito tra "antidisfattisti" da un lato, infastiditi dall'oltraggio arrecato all'italica immagine, e realisti padri di famiglia dall'altro, in pena per l'avvenire dei propri figli nella patria delle raccomandazioni e del nepotismo, una patria oggettivamente matrigna e assassina del merito e dell'equit&agrave; sociale. Chi pi&ugrave; di altri si oppose a cotanta rassegnazione, <i>ca va sans dire</i>, fu il nostro Presidente del Consiglio che reag&igrave; in quell'occasione descrivendo invece lo Stivale alla stregua di una piccola America, dove chi vale riesce ad affermarsi nella vita senza imprevisti e difficolt&agrave;. E senza, a suo parere, bisogno di ricorrere a padrini e notabili. Tesi ripresa e rafforzata dal ministro Brunetta, il nemico dei "bamboccioni", tanto per fornirle l'imprimatur del pi&ugrave; acclamato esponente di governo agli occhi di un'incantata e fiduciosa opinione pubblica. Bene - o male - a distanza di qualche mese le cronache mondane ci hanno raccontato di un avvenimento che forse meglio chiarisce il concetto di opportunit&agrave; e di merito oggi imperante in Italia. Perch&egrave; la scorsa settimana, in casa Berlusconi, si &egrave; festeggiata l'erede Barbara laureatasi in filosofia all'Universit&agrave; San Raffaele di Milano, davanti ad un premier visibilmente emozionato, con il massimo dei voti: 110 e lode. <i>"Ho cinque figli uno pi&ugrave; bravo dell'altro, non saprei fare la classifica"</i>, ha commentato orgoglioso pap&agrave; Silvio, circondato dalle telecamere. Certo, penseranno in molti, ora Berlusconi mica far&agrave; come quello scellerato di un Celli invitando la figlia ad abbandonare la<i> "Magic Italia"</i>? Macch&egrave;, non &egrave; da lui... E infatti, coerentemente alla propria visione, lui spalanca a Barbara le porte delle aziende paterne: <i>"Credo che il mio gruppo sia cos&igrave; vasto da poter offrire molte occasioni a chi ha voglia di fare come Barbara. Vedremo"</i>. Fin qui niente di male, ognuno &egrave; libero di fare ci&ograve; che vuole in casa propria, a maggior ragione per i propri figli. E poi, in fondo, se in Italia trovano facilmente sistemazione pupe e veline figurarsi una giovane laureatasi a pieni voti! Tuttavia, la neo dottoressa, a stretto giro di intervista, si precipita al <i>Corriere</i> per far sapere che <i>"non vorrei fare un percorso gi&agrave; segnato perch&eacute; sono la figlia di Silvio Berlusconi. Vorrei frequentare un master in Economia, magari all'estero"</i>. All'estero? Ma come, quoque tu... ridotta al rango di un Celli qualunque! Ed eccoti sbucare improvvisa una proposta di lavoro di quelle che non si possono rifiutare. Il rettore del San Raffaele, don Verz&eacute;... s&igrave;, l'amico di famiglia... nel bel mezzo della cerimonia di laurea si rivolge a Barbara - ed unicamente a lei - annunciandole di essere pronto a far nascere una facolt&agrave; di Economia presso la sua Universit&agrave; e proponendole di diventarne docente. Favoritismi? Ma no, suvvia... perch&egrave; cedere a retro pensieri? Probabilmente, gli altri ragazzi in quella sala, ragazzi che finiranno per vivere ancora a lungo sotto l'ala protettiva dei rispettivi genitori, intenti ogni santo giorno a inviare curriculum e a consultare il giornalino dei concorsi, si saranno pure laureati ma non varranno certo quanto l'illustre genita. Eppure, qualcuno che pensa male ancora esiste e resiste in questo diffidente Paese, talmente diffidente che vuole affidarsi alle tanto osteggiate intercettazioni per avere conto - perch&egrave; no? - proprio del cattivo esercizio del potere da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Su <i>Repubblica</i>, ad esempio, dove l'indignata professoressa Roberta De Monticelli, docente presso la stessa Universit&agrave; San Raffaele esclusa da quella commissione di laurea, ha scritto una lettera per esternare il proprio disappunto e prendere le distanze dal rettore. Per dissociarsi pubblicamente da <i>"una violazione non solo del principio della pari dignit&agrave; formale degli studenti, non solo della forma e della sostanza di un atto pubblico quale una proclamazione di laurea... ma anche dei requisiti etici di una istituzione universitaria d'eccellenza quale l'Universit&agrave; San Raffaele giustamente aspira a essere"</i>. E ancora, per dissociarsi dalla logica che sottende alle parole di don Verz&eacute;, <i>"logica che da una vita combatto, come combatto da sempre il corporativismo e i sistemi clientelari dell'Universit&agrave; italiana, e il progressivo affossamento di tutti i criteri di eccellenza e di merito..."</i>. Mamma mia... Davvero negli atenei italiani, pubblici o privati che siano, ancora accadono cose del genere? Davvero ancora esistono baronati e scorciatoie? Davvero la formazione dei nostri giovani, di quegli stessi giovani condannati dal sistema al ruolo di "bamboccioni" senza dignit&agrave; e prospettive, &egrave; affidata a centrali, neanche tanto occulte, del torbido interesse? Povera Gelmini, chiss&agrave; cosa ne dir&agrave; lei che tanto si &egrave; battuta per instaurare il merito, le regole e la trasparenza nel sistema universitario italiano. E chiss&agrave; cosa ne diranno gli osservatori stranieri, come quelli francesi che hanno ispirato queste mie riflessioni, sempre cos&igrave; accorti quando si tratta di "intercettare" gli inascoltati stati d'animo del nostro ventre nazionale. Quasi quasi, dopo le ennesime parole impresse con la mia tastiera, mi riscopro concorde coi cattedratici Saraceno e Ferrarotti, ma soprattutto coi ragazzi di <b><i>"Fai la valigia"</i></b>. Io, "randagio" e disilluso pensatore meridionale, figlio di questa Lucania prima in Italia per disoccupazione ed emigrazione giovanile, che due fratelli li ho visti per davvero acconciare i bagagli e partire alla volta del Nord... In cerca di una pi&ugrave; "comoda" precariet&agrave;.</font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="justify"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"></span><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><em></em></font></span></p>
<p class="MsoNormal" style="MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: normal" align="right"><span style="COLOR: #000066; FONT-FAMILY: Verdana"><font size="2"><em>David Incamicia</em></font></span></p>
</font></span></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.telecento.it/dblog/articolo.asp?articolo=409]]></link>
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